Consigli per Chef che vogliono lavorare all'estero

21/10/2017

 

La voglia di riscatto professionale, il desiderio di viaggiare lavorando, il sogno di vivere un’esperienza qualificante per il futuro: sono numerose le motivazioni che spingono, ogni anno, tanti italiani ad espatriare.

 

Un mix di fattori che ha portato oltre confine più di 5 milioni di connazionali e che solo nel 2016 ha spinto ad emigrare oltre 120 mila italiani, di cui quasi 50 mila compresi tra i 18 ed i 34 anni.

 

Del resto all’estero, soprattutto per alcuni settori professionali, le opportunità sono maggiori ed il talento nostrano è riconosciuto e premiato.

 

Come nel caso della cucina: nel mondo del food, essere un professionista Made in Italy può diventare un valido lasciapassare per ottenere una posizione lavorativa seria e qualificata.

 

Prima di partire, però, assicuratevi di essere pronti a sfruttare al massimo l’esperienza, seguendo i nostri semplici consigli per Chef che vogliono lavorare all’estero.

 

1. Formazione professionale e possibile specializzazione

 

La prima regola per uno Chef che vuole entrare a far parte di una cucina all’estero, è quella di investire sulla propria formazione, ottenendo una reale conoscenza, meglio se con un attestato che ne certifichi e ne riconosca le abilità.

 

La marcia in più? Esibire una specializzazione: avere un focus formativo in un tipo di cucina o pasticceria o pizzeria, può essere un elemento decisivo per emergere rispetto alla concorrenza ed ottenere il colloquio per il posto di lavoro.

 

Se state pianificando un viaggio all’estero, quindi, assicuratevi di avere in tasca un diploma che vi qualifichi.

 

Se non lo avete ancora, è tempo di informarsi e di scegliere una delle migliori scuole di cucina in circolazione.

 

Qualche idea? L’Accademia Italiana Chef, una scuola di cucina con 5 sedi in Italia, offre corsi professionali per cuochi, pizzaioli e pasticceri, oltre all’esclusivo corso di Chef, riservato ai professionisti.

 

I Diplomi dell’Accademia sono già utilizzati in 28 Paesi del mondo e sono un sinonimo di abilità riconosciuta.

 

2. Padronanza delle lingue

 

Padroneggiare le lingue straniere è una condizione indispensabile per gli Chef che vogliono lavorare all’estero.

 

Non solo per comunicare con la brigata, con lo staff ed i clienti, ma anche per svolgere al meglio il nuovo ruolo che lo Chef sta assumendo in tutto il mondo.

 

Con il boom del trend food, infatti, oggi il cuoco è sempre meno relegato in cucina e sempre più esposto al pubblico: lo Chef, soprattutto in contesti di alto livello, diventa un comunicatore, e come tale deve esser in grado di raccontarsi e di valorizzare la propria idea di cucina utilizzando in modo appropriato una lingua diffusa, come inglese o spagnolo, o le emergenti lingue orientali.

 

3. Rispetto delle culture e delle religioni

 

Rispettare la cultura del Paese di destinazione, ed essere consapevoli della differente preparazione dello staff di cucina all’estero, è cruciale per un’esperienza soddisfacente.

 

Ad uno Chef che espatria in un nuovo Paese, infatti, potrà capitare di trovare personale non perfettamente formato: non in tutte le nazioni i membri della brigata hanno frequentato Accademie per Chef o corsi specifici. La leva per lavorare insieme, in modo efficiente ma senza attriti? Conquistare la fiducia con competenza ed affabilità: un mix perfetto per entrare in sintonia anche con professionisti dalla cultura e dalla storia diversa dalla nostra.

 

4. Educazione della clientela al Buon Gusto italiano

 

Il plus di uno Chef italiano all’estero? Portare oltreoceano il Buon Gusto del Bel Paese.

 

Un compito importante, quello di esaltare e valorizzare la vera cucina italiana, ma non semplice: uno Chef all’estero dovrà essere in grado di educare la clientela ai sapori autentici della nostra tradizione e di far dimenticare i falsi miti della cucina Made in Italy all’estero (vi dicono niente le Fettuccine Alfredo o gli spaghetti con le polpette?).

 

Prima di partire, quindi, fate il pieno di cultura gastronomica italiana e perfezionate le tecniche della nostra tradizione culinaria: con sapienza e attenzione, potrete diventare ambasciatori del Buon Gusto italiano all’estero.

 

Articolo realizzato da: OFFICINATESTI.com

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