I trend alimentari del 2018


Il 2017 è stato l’anno del cibo nero, dei sandwich gourmet – chi non ha assaggiato almeno un avocado toast? – e della nobilitazione dello street food.

E ora che l’anno è agli sgoccioli, inizia il toto previsioni future. Cosa ci aspetta per il 2018?

Nelle scuole di cucina più all’avanguardia, come l’Accademia Italiana Chef, tutto è già pronto per affrontare le nuove richieste del mercato e rispondere alle tendenze e ai gusti della clientela.

Ecco i 3 principali trend alimentari del 2018 che promettono di rivoluzionare, ancora una volta, il mondo della ristorazione professionale.

1. Cucina mediorientale

Anno nuovo, cucina etnica nuova. Dopo il Messico, il Giappone, e l’onda lunga degli USA, con hamburger e club sandwich, ecco che nel 2018 il protagonista sarà il Medio Oriente, con il suo gusto speziato e caldo.

Come si traduce questo trend per gli Chef nostrani? Nella straordinaria opportunità di vivacizzare le preparazioni classiche con sapori nuovi e tocchi etnici sorprendenti. Harissa, cardamomo, cetrioli, menta, tahini e frutta secca saranno gli ingredienti più trendy dell’anno.

I Paesi a cui ispirarsi per sviluppare ricette dal sapore delle Mille e una notte? Principalmente Libano, Siria, Marocco e Israele.

2. Impiattamento d’artista

Ne abbiamo parlato la scorsa settimana, e lo confermiamo anche per il 2018: l’impiattamento artistico sarà un trend vivo e potente anche nel 2018.

Il motivo? Oltre ad appagare il gusto estetico del cliente, un impiattamento creativo strizza l’occhio al mondo social: anche nel 2018 un piatto, prima di venire assaggiato, finirà su Instagram.

Per questo impiattare la portata come in un vero set, con dettagli coloratissimi e accessori innovativi e fotogenici, solleticherà la voglia di condivisione dei clienti e lancerà la vostra cucina su tutti i new media, garantendovi grande visibilità!

Dove s’impara l’arte dell’impiattamento? A scuola di cucina: nella sede di Milano dell’Accademia Italiana Chef un modulo del corso è completamente dedicato ad educare i futuri Chef a disporre gli ingredienti sul piatto.

3. Parola d’ordine: riciclo!

Uno Chef che segue un corso di cucina professionale come quelli firmati Accademia Italiana Chef lo sa: in cucina lo spreco è un concetto bandito.

Ridurre gli scarti a zero e impiegare ogni parte dell’ingrediente è d’obbligo sia per un tema di costi e di bilancio del ristorante, che per un tema etico.

La sfida per gli Chef di domani? Trovare soluzioni innovative per utilizzare tutto il prodotto.

I più ambiziosi possono seguire l’esempio di Bottura, che dagli scarti di frutta e verdura e dalle teste di pesce è in grado di realizzare piatti da sogno. Come i passatelli in brodo, realizzati con bucce di patate, pastinaca, topinambur.

Articolo realizzato da: OFFICINATESTI.com

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